Il 30 settembre 2026 cinque operatori europei dei pagamenti digitali hanno annunciato la costituzione della European Network for Payments (ENP). Ne fanno parte BANCOMAT, Bizum, EPI Company/Wero, SIBS-MB WAY e Vipps MobilePay. La società, con sede a Madrid, dovrà realizzare e gestire un hub tecnico comune per collegare i sistemi già utilizzati nei rispettivi Paesi.
La notizia è rilevante per chi segue carte e pagamenti, ma il titolo “Bizum europeo” rischia di semplificare troppo. ENP non nasce come una nuova carta o un’unica app da scaricare: il progetto punta a far dialogare soluzioni diverse, mantenendo i loro marchi e le esperienze che gli utenti già conoscono.
NON UNA NUOVA CARTA, MA UN COLLEGAMENTO TRA SISTEMI
Secondo i fondatori, l’infrastruttura sarà basata su standard europei e pagamenti istantanei da conto a conto. In pratica, l’obiettivo è permettere a una persona di usare la propria soluzione abituale anche per inviare denaro oltre confine, senza che tutte le piattaforme debbano essere sostituite da un servizio unico.
I partner dichiarano una portata complessiva di circa 130 milioni di utenti in 13 Paesi. È un bacino potenziale delle soluzioni coinvolte, non il numero di persone che possono già effettuare pagamenti interoperabili: l’integrazione tecnica e l’attivazione dei servizi devono ancora essere completate.
COME POTREBBE CAMBIARE L’USO QUOTIDIANO
Il piano descritto prevede un’introduzione graduale. La prima fase dovrebbe concentrarsi sui trasferimenti transfrontalieri tra privati; in seguito, il collegamento potrebbe estendersi ai pagamenti online e nei negozi fisici. Il comunicato non indica una data unica in cui tutte queste funzioni saranno disponibili: per ora, quindi, non si tratta di un servizio già attivo su cui i consumatori possano fare affidamento.
Per l’Italia, il punto di contatto è BANCOMAT, tra i membri fondatori. Se il progetto sarà realizzato come previsto, una soluzione di pagamento locale potrebbe diventare più utile anche quando si viaggia o si acquista da un esercente in un altro mercato aderente. Restano però da chiarire quali banche e app parteciperanno alle singole fasi e come avverrà l’attivazione per i clienti.
UN COMPLEMENTO, NON LA SOSTITUZIONE DELLE CARTE
ENP può creare un’alternativa europea per alcuni pagamenti digitali, soprattutto quelli da conto a conto. Questo non equivale a sostituire Visa, Mastercard o American Express: le carte restano strumenti distinti, con reti di accettazione e servizi propri, e continueranno a essere importanti nei pagamenti internazionali e nei contesti in cui il cliente sceglie di usare una carta di credito. L’eventuale accettazione di un pagamento ENP nei negozi dipenderà inoltre dall’effettiva integrazione da parte degli esercenti e dei loro fornitori.
Prima di capire quanto cambierà la vita di chi paga, bisognerà quindi seguire alcuni dettagli molto concreti: copertura bancaria, costi, limiti, procedure di rimborso e gestione delle contestazioni, sicurezza e tempi di attivazione. La costituzione della società è un passo organizzativo importante; il vero test sarà trasformare il collegamento tecnico in un servizio semplice, ampiamente accettato e chiaro per gli utenti.

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